Troppi Avvocati ?

Postato in Settembre 2013

TROPPI AVVOCATI ?

Gentili Lettori, 

è opinione diffusa che il numero degli avvocati sia eccessivo e fuori controllo, con tutte le conseguenze che questo comporta: avvocati scontenti perché hanno poco lavoro e devono praticare tariffe concorrenziali, cittadini insoddisfatti per servizi carenti e professionalità discutibile.

Tuttavia, se si leggono le statistiche sull’argomento, si scopre che vi è un eccesso di offerta generica e talvolta dequalificata nei settori a larga diffusione, a fronte di una domanda largamente insoddisfatta nelle materie più specialistiche e sofisticate.

In concreto, ci sono sì tanti avvocati, ma se si esce dai classici settori dell’ R.C. auto, sfratti, famiglia e recupero crediti, il rischio di incappare in un professionista impreparato è molto elevato.
Conseguenza inevitabile, tariffe low cost nelle materie classiche (e servizi insufficienti), parcelle elevate nei settori boutique.

 


Tale discrasia va di pari passo con la diffidenza degli avvocati ad aggregarsi, a creare strutture complesse in grado di soddisfare la clientela più esigente e dare un servizio di primo livello in un maggior numero di materie.

Anche i cittadini, tuttavia, hanno le loro responsabilità, soprattutto quando insistono nel personalizzare la figura dell’avvocato e rifiutare di essere seguiti da membri dello Studio che inizialmente non conoscono, o, a volte, da collaboratori esterni specializzati. Certo, raccontare i fatti propri ad una persona che si conosce (e di cui si ritiene di fidarsi) è più facile, ma tale problema deve essere bypassato dalla consapevolezza di trovarsi di fronte uno specialista autentico.

Il nostro Studio da sempre si propone di offrire un servizio complesso, in grado di soddisfare le esigenze più particolari avvalendosi di professionisti che si occupano prioritariamente di talune materie; occorre però che la Clientela accetti questa opportunità e si lasci guidare. Anche per questo motivo, la preventiva conoscenza del Professionista e delle sue caratteristiche, descritte nel profilo di ognuno ed inserite (come nel nostro caso) nella sezione professionisti del sito (pagina web), può contribuire al raggiungimento di un risultato ottimale. A questo proposito, nei prossimi mesi cercheremo di approfondire questo aspetto, sia con un nuovo restyling del sito, sia ampliando i profili di ognuno di noi nella pagina Facebook, e corredandoli di tutte le informazioni utili.

Tutto ciò anche nell’ottica di contribuire a dare finalmente all’avvocatura una dimensione europea, dove la figura personale dell’avvocato si amalgami e si identifichi il più possibile con lo studio legale di cui fa parte, studio legale che dovrà avvicinarsi sempre di più ad un’impresa, dove il concetto di profitto non è un tabù, ma deve essere rigorosamente valutato in ragione della qualità dei servizi erogati.
Non dimentichiamo, inoltre, che uno studio legale -ad avviso di chi scrive- deve anche essere espressione di un’organizzazione di tendenza, ossia un complesso di persone che perseguono simili intenti etici, morali, culturali, e, perché no, anche politici, posto che le strategie difensive e di approccio del singolo problema non possono essere disgiunte da una dignità personale e morale sì di eccellenza ma anche di comunanza.

Ecco perché occorre guardare con favore -e non con diffidenza- ad uno Studio Legale -quale il nostro ha la presunzione di essere- che non ha timore di proporsi, di farsi conoscere, di presentare i servizi offerti, di sdoganare il conservatore divieto di pubblicità  imposto -e soltanto parzialmente mitigato dalla nuova legge professionale- e di avere al proprio interno collaboratori che si occupano in via esclusiva del cosiddetto posizionamento. Anche sotto questo aspetto, conoscere il proprio avvocato attraverso le informazioni che lo stesso fornisce non può che essere un vantaggio.
Ciò non è sintomo di scarsa attenzione all’aspetto tecnico-giuridico, ma è esattamente il contrario: il cittadino deve anzitutto conoscere il proprio studio legale, nell’intierezza dei suoi componenti e dei servizi erogati; se vogliamo, una sorta di consenso informato: solo così, infatti, il cittadino potrà esercitare una scelta consapevole, e non trovarsi di fronte un risultato insufficiente ed un prezzo inadeguato.

      Avv. Marco Capello