IL PIGNORAMENTO PRESSO TERZI NELLA SUA NUOVA FORMULAZIONE

Postato in Marzo 2015

Dedichiamo quest a breve Circolare a lle modifiche introdotte dalla Legge 10/11/2014 n. 162 al procedimento esecutivo e, più in particolare, al procedimento di pignoramento presso terzi.

La recente riforma in materia di “Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile ha apportato numerose modifiche al procedimento esecutivo, tutte in vigore dall’11 dicembre 2014, ed in alcuni settori ha fornito al creditore diversi nuovi strumenti con l’obiettivo di agevolare il buon esito dell’esecuzione mobiliare presso il debitore.

Nell’ambito della generale riorganizzazione legislativa, anche il procedimento presso terzi (PP3) ha subito notevoli cambiamenti:

  • è stato previsto un foro generale per il PP3, che dovrà essere avviato sempre presso il Tribunale del luogo di residenza, domicilio, dimora o sede del debitore ; se il debitore è la Pubblica Amministrazione, al contrario, il foro competente sarà quello del soggetto terzo pignorato (debitore);

  • il terzo pignorato ha ora l’obbligo di comunicare l’eventuale sussistenza di crediti in favore del debitore esecutato mediante lettera raccomandata o p.e.c. da inviarsi al creditore procedente entro 10 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento;

  • solo in mancanza della comunicazione di cui sopra, il terzo pignorato dovrà presentarsi ad un’udienza appositamente fissata, nel quale rendere la dichiarazione sulla sussistenza o meno di somme dovute al debitore esecutato;

  • in caso di mancata comunicazione entro i 10 giorni dalla notifica e di mancata comparizione in udienza, il credito pignorato si considererà non contestato ed il Giudice dell’Esecuzione provvederà quindi ad assegnare tutte le somme, anche qualora non dovute;

  • sia in caso di dichiarazione positiva sia in caso di mancata dichiarazione nel termine di 10 giorni, il creditore procedente avrà l’onere di iscrivere a ruolo il procedimento entro 30 giorni dalla notifica al terzo esecutato, sostenendo quindi anticipatamente le relative spese.

In sostanza, è stato facilitato il compito dei soggetti a cui vengano notificati atti di pignoramento presso terzi (c.d. terzi pignorati).

Con la modifica della disciplina, anche il terzo pignorato in qualità di datore di lavoro del debitore esecutato non sarà più tenuto a comparire personalmente all’udienza per rendere la propria dichiarazione: sarà sufficiente inviare -tassativamente entro 10 giorni dalla notifica del pignoramento - lettera raccomandata o p.e.c. con l’indicazione del credito vantato dal dipendente, nonché delle eventuali somme già trattenute dallo stipendio mensile per precedenti pignoramenti.

D’altro lato, è fondamentale effettuare la dichiarazione -mediante comunicazione nel termine di 10 giorni oppure presentandosi all’udienza-, pena l’assegnazione di tutte le somme pignorate anche se non dovute ad alcun titolo .

Inoltre, la previsione di un termine di 30 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento per iscrivere a ruolo la causa presuppone il rischio, per il creditore procedente, di dover iscrivere a ruolo la causa prima di poter conoscere l’effettiva sussistenza del credito in capo al debitore, sostenendo anticipatamente spese che, in caso di dichiarazione negativa del terzo pignorato all’udienza fissata, non gli verranno rimborsate fino al saldo di tutto quanto dovuto da parte del debitore.

Infine, il legislatore ha previsto alcuni strumenti innovativi per consentire al creditore di recuperare il proprio credito.

Il nuovo art. 492 bis c.p.c. permette oggi al creditore procedente munito di titolo esecutivo di presentare un’istanza al Presidente del Tribunale in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede, finalizzata ad ottenere:

  • l’autorizzazione ad effettuare “la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare con l’ausilio dell’ufficiale giudiziario il quale potrà accedere “mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni o alle quali le stesse possono accedere e, in particolare, nell'anagrafe tributaria, compreso l'archivio dei rapporti finanziari, nel pubblico registro automobilistico e in quelle degli enti previdenziali, per l'acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l'individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti”

  • nonchè, in caso di esito negativo di tale ricerca, di intimare “al debitore di indicare entro quindici giorni il luogo in cui si trova, avvertendolo che l'omessa o la falsa comunicazione è punita a norma dell'articolo 388, sesto comma, del codice penale”.

Il nuovo art. 521 bis c.p.c. inoltre prevede che, in caso di esito positivo della ricerca presso il pubblico registro automobilistico, il creditore potrà notificare al debitore il pignoramento e successivamente trascriverlo, intimando allo stesso di consegnare entro dieci giorni i beni pignorati , nonché i titoli e i documenti relativi alla proprietà e all'uso dei medesimi, all'istituto vendite giudiziarie autorizzato ad operare nel territorio del circondario nel quale è compreso il luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede”, con la conseguenza che, in caso di mancata consegna, “gli organi di polizia che accertano la circolazione dei beni pignorati procedono al ritiro della carta di circolazione nonché, ove possibile, dei titoli e dei documenti relativi alla proprietà e all'uso dei beni pignorati e consegnano il bene pignorato all'istituto vendite giudiziarie autorizzato ad operare nel territorio del circondario nel quale è compreso il luogo in cui il bene pignorato è stato rinvenuto.”

Sebbene tali norme siano entrate in vigore soltanto di recente (11/12/2014), motivo per cui soltanto nei prossimi mesi sarà possibile comprendere come realmente troveranno applicazione e quali esiti potrebbero dare le ricerche telematiche eseguite dagli Ufficiali Giudiziari, appare evidente la volontà del legislatore di migliorare gli strumenti di ricerca per il creditore finalizzati a soddisfare i propri crediti.

Dott. Lorenzo Casavecchia